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Premetto che, al contrario del “bookbinding”, che è la mia passione,in cucina non mi cimento molto spesso e so fare poche cose (però buone…almeno, secondo quanto mi dicono quelli che le hanno assaggiate).

Una di queste è la pastiera, classico dolce napoletano, che prevede una preparazione abbastanza lunga, compensata però dal godimento che si prova nel momento in cui la si assaggia.

Partiamo dagli ingredienti:

500 gr ricotta
500 gr zucchero
8 uova
500 gr grano
100 gr cedro e scorzette
100gr acqua millefiori (1 fialetta)
1 bustina di vaniglina
Si unisce la ricotta con lo zucchero (350 gr:), si passa col passatutto affinchè si amalgami meglio e
si mette in frigo fino al giorno dopo.
Il grano si cuoce con ½ litro di latte, 50 gr. di burro, un pizzico di sale, 150 gr. di zucchero, la
fialetta di acqua millefiori e la vaniglia. Si fa cuocere a fuoco lento finchè non si asciuga tutto il
sugo (di solito un’oretta, oretta e mezzo), quindi si fa raffreddare in un piatto fino al giorno dopo.

Il giorno dopo: alla ricotta e zucchero già preparata si aggiungono i tuorli delle uova e si mescola
bene, quindi si aggiungono gli albumi montati a neve, si lavora bene e vi si aggiungono il cedro e
le scorzette ed il grano preparato il giorno prima. Si mescola ancora bene; si fodera con la pasta
frolla una teglia di alluminio rotonda imburrata e infarinata, vi si versa dentro il composto e si copre con fettuccine di
pasta frolla. Si inforna a circa 180° per un’ora circa.

Una volta cotta, farla raffreddare per bene senza toccarla, onde evitare che si sformi. L’ideale sarebbe mangiarla almeno il giorno dopo, spolverizzandone a piacere la superficie con zucchero a velo.

PASTA FROLLA (semplice e che non si rompe quando la stendi….direi due attributi fondamentali)
500 gr farina
3 uova
200 gr zucchero
150 gr burro
1 bustina vaniglina
½ bustina di Pan degli angeli

Si impasta tutto insieme ed, eventualmente, si aggiunge ancora un poco di farina finchè non si
ottiene una buona consistenza dell’impasto.

Si lascia riposare una mezz’ora e poi si procede stendendola nel ruoto imburrato.

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